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Perché sono sparito…

Perché ho avuto l’opportunità di partecipare ad un contest letterario organizzato da Fazi Editore e Lara Manni, scrittrice e amica. Ho scritto un racconto (2000 battute massimo) e ci ho lavorato un po’ su… Il vincitore avrà come premio un racconto scritto da Lara Manni che si metterà a completa disposizione del fortunato, scrivendo secondo le indicazioni di quest’ultimo. Il contest prevedeva non solo l’invio di un racconto, a scelta si poteva mandare un disegno oppure un breve video. La scadenza è il 17 Febbraio, in quella data vi posterò il racconto, per ora solo un breve assaggio.

 

“Puoi tentare quanto vuoi”- pensò il Famiglio – “ ma neanche scatenandomi contro un’orda di demoni cambierò, perché Axieros mi vuole così, e tu non puoi farci niente”. 

Coming Soon

Lunedì vi dedicherò un po’ di tempo… Devo riordinare le idee e trovare la forza di scrivere. Nel frattempo, buon weekend!

Un bambino e una Donna

Inizio ringraziando chi ha incrociato le dita, perché ha funzionato alla grande!!

Non solo. Alla fine ho sul serio ritagliato un po’ di tempo per rileggere Harry Potter. Non il Principe, ma l’Ordine della Fenice. Per essere precisi non ce l’ho fatta a leggerlo tutto, mi mancano un centinaio di pagine, più o meno quando Harry e combriccola cavalcano i  Thestral in un volo notturno verso il Ministero della Magia e verso l’imboscata di Voldemort e i Mangiamorte nell’Ufficio Misteri. Potrei parlarne per ore ed ore. Arriva sempre, più o meno una volta all’anno, quella sensazione di soffocamento, quella voglia che è come un prurito, di immergermi nuovamente nel mondo della mia infanzia.

Bacchetta Magica

Perché per me Harry Potter non è solo una serie di romanzi scritti bene, con trama avvincente e personaggi a cui non puoi fare a meno di appassionarti. C’è molto di più. Ricordo che quando avevo 11 anni aspettavo sul serio, nella mia ingenuità, la lettera che mi avrebbe permesso di andare ad Hogwarts. Passavo le giornate a costruire, nella mia mente, storie sui guai in cui mi sarei cacciato insieme ai miei nuovi amici (che avevo scelto  a priori sarebbero stati Harry, Ron e  Hermione).

Durante una lunga passeggiata nel bosco trovai un bellissimo ramo, sottile e dritto al punto giusto per poter diventare una perfetta bacchetta. Con mio zio trascorsi la serata a fabbricarla, da qual giorno non me ne separai più… Mi piacerebbe dire che ce l’ho ancora, in fondo all’armadio o tra le cose vecchie, ma non è così. Un pomeriggio, giocandoci per cercare di far levitare il mio gatto, e arrabbiandomi perché non ci riuscivo, la lancia a terra con violenza. Il legno, orma secco e fragile, cedette. La bacchetta con cui giocavo da mesi era a terra spezzata in due. Piansi di nascosto, mi vergognai di cos avevo fatto.

Oggi non ho più la necessità di giocare a fare il maghetto, oppure a sventolare fiero la lettera che una rivista per ragazzi su Harry Potter mi aveva mandato con scritto “Congratulazioni, sei stato assegnato alla casa di Grifondoro”. Una cosa, però, la farei in questo istante: cambiare il mio cervello, la mia creatività, la mia passione con quella di J.K. Rowling. Solo per poter continuare attraverso la scrittura, cosa che lei ha più volte dichiarato di non voler fare, a trascinare più avanti una parte emozionante della mia vita. Per poter essere come Peter Pan, per non crescere troppo velocemente.

J.K. Rowling

J.K. Rowling, come Henrietta, è nell’Olimpo delle Grandi Donne, e da lì non la schioda nessuno.

 

TelegraficaMente

Rimando a Giovedì/Venerdì il nuovo post. L’esame si avvicina, incrociate le dita per me ;)

Ciaaao

La magia delle tradizioni

Non sono superstizioso e non ho gesti scaramantici. Ciò che sto per fare è più una tradizione che un portafortuna. A Giugno, terminata la scuola solamente una settimana mi separava dal primo scritto della Maturità. L’ansia era alle stelle, vedevo il tempo scivolarmi tra le dita. Decisi, nonostante tutto, nonostante avessi buchi enormi da colmare, di iniziare a rileggere per l’ennesima volta Harry Potter. Decisi di buttarmi sui Doni della Morte perché il mese successivo sarebbe uscita la seconda parte del film. Come se non fosse già una brutta idea, decisi di leggerlo in lingua originale.

Comprai il libro all’aeroporto in Galles, l’anno dell’uscita del libro nel Regno Unito. Non capivo niente, la mia storia d’amore con la lingua inglese doveva ancora sbocciare. Ricordo che in aereo continuavo a sfogliare il libro, continuavo a domandarmi come sarebbe andata a finire la storia che tanto avevo amato. Pochi mesi dopo il libro venne pubblicato in Italia, dimenticai quindi la mia bellissima edizione in lingua originale sulla libreria e lessi il libro in italiano.

Be’ con il passare degli anni iniziai a prendere confidenza con l’inglese, tutt’ora guardo i telefilm esclusivamente in lingua originale e quando ho un po’ di tempo leggo libri, sempre in inglese.

Mercoledì prossimo avrò il mio primo vero esame all’università, esame che non pensavo sarebbe stato tanto duro da preparare, e che invece ora si sta mostrando come uno scoglio insuperabile. Manca una settimana. Vuoi per tradizione, vuoi per scaramanzia, inizierò a rileggere Harry Potter. Probabilmente Il Principe Mezzosangue.

Citazione da "Harry Potter e la Pietra Filosofale"

Voglie

Due anni fa ho letto moltissimi libri. Perlopiù romanzi storici e gialli, anche se ho dedicato buona parte del mio tempo anche ai fantasy. Non voglio entrare nella discussione sui generi e su come, spesso, i libri vengono etichettati in un modo piuttosto che in un altro per vendere di più. Quello che voglio dire è che nell’ultimo periodo ho letto pochissimo. La media dovrebbe aggirarsi intorno a 1-2 libri al mese.

Pensavo che l’università mi avrebbe dato l’opportunità di arricchirmi in un modo molto più completo e maturo, ma come al solito il tempo non basta mai, senza contare il fatto che spesso arrivo alla sera così stanco da non riuscire a leggere nemmeno una pagina.

Mi piace sempre scrivere, per passare il tempo e per dar sfogo alla mia mente, sempre troppo affollata di idee. Ma anche buttare giù poche righe mi costa uno sforzo non indifferente. Ciò che mi frega, forse, è l’essere andato a vivere da solo lontano da casa. Trovarmi per la prima volta in una grande città (e Genova è anche piuttosto caotica) mi ha un po’ destabilizzato. Badare a se stessi può essere veramente faticoso.

Con ciò non voglio dire che non sceglierei di nuovo di lanciarmi in questa avventura, ma voglio solo far capire quanto a volte avere una mamma che ti prepara la cena e lava i piatti può alleggerirti veramente la serata.

Conclusione. Ho voglia di leggere, ho voglia di scrivere, ho voglia di studiare (devo scriverlo per contratto) ma soprattutto ho voglia di riposare.

Buona Giornata.

La donna immortale

Lo so, sembra che io non abbia mantenuto la mia promessa. Ma voglio farmi perdonare.
Fuori piove, tra nove giorni avrò un esame di biologia e sono arrivato a leggere solo fino al capitolo 6. Diciamo che i presupposti per un periodo sereno non ci sono proprio. Forse mi mancano un po’ di stimoli, o forse semplicemente devo darmi una svegliata.
Non si può trovare una scusa per tutto, non è vero che mi servono due mesi per partorire un post su questo blog. Perciò… Here I am.

Henrietta Lacks

Voglio lasciare la storia della vita ancora in pausa per parlarvi di una ragazza.
Si chiama Henrietta. Un bel nome vero? Lacks è il suo cognome. Ve ne parlerò perché provo un senso d grande rispetto nei suoi confronti e nei confronti della sua famiglia. Henrietta è morta nel 1951. Carcinoma alla cervice dell’utero. Durante la prima visita in ospedale le venne fatta una biopsia (venne cioè prelevato un campione del tumore e mandato in laboratorio per le analisi). Nel ’51 in molti laboratori americani i ricercatori cercavano disperatamente di trovare cellule umane in grado di sopravvivere per moltissimo tempo in coltura, immortali insomma. Le avevano trovate. Le cellule del cancro di Henrietta si dividevano in modo sorprendente.

Henrietta ha contribuito a moltissimi esperimenti di ricerca. Dalla scoperta delle cause del cancro alla sintesi dei farmaci contro varie malttie tra cui herpes, leucemia e infuenza.

Dove sta il punto? Perché la storia delle cellule “HeLa” mi commuove? Il fatto è che moltissime persone, dai medici alle case farmaceutiche, si sono arricchiti moltissimo grazie alle cellule di Henrietta. La sua famiglia però, che per molti anni era ignara del fatto che Henrietta fosse in tutti i laboratori del mondo, non ha visto neanche un centesimo. Per carità, tutti i familiari si sono mostrati comprensivi e consapevoli del fatto che grazie alla donna molte vite si sono salvate. Ma forse sarebbe almeno giusto aiutare una famiglia non proprio benestante almeno a pagarsi le cure mediche (che in America sono coperte solo in presenza di assicurazione).

Per approfondire vi consiglio: “La vita immortale di Henrietta Lacks“.

Cellule HeLa

Che dire dunque. Di sicuro Henrietta entra a pieno titolo nell’Olimpo delle Grandi Donne.

Quando si attende per tanto tempo…

Attesa

In fin dei conti ve lo dissi nel primo post… Bisogna saper aspettare perché venga fuori qualcosa di nuovo…
A volte la colpa non è nostra: ho avuto diversi problemi nell’accesso a WordPress e quindi non ho potuto continuare la storia.

Ancora una volta chiedo di avere pazienza, solo per poco, lo prometto…

Ma in fondo non c’è fretta, voi non vi fate vedere molto, io non cerco di attirarvi qui più di tanto. Direi che possiamo tranquillamente prendercela comoda. :D

Un saluto

Fabio

Iper velocità di reazione

Scusate, post rapido e indolore…
Non riuscivo ad accedere a WordPress e quindi non ho potuto scrivere ciò che avevo da dirvi, rimando a domani.

Fabio

Il Big Bang della mia vita

Big Bang interiore

Lo so, probabilmente nel post precedente sono stato troppo criptico. Posso immaginare cosa avranno pensato le poche persone che per ora sono passate di qua, forse proprio quello che ho pensato io rileggendo ciò che ho scritto: “E questo squilibrato dove vuole andare a parare? Non ho chiesto a nessuno una lezione di scienze, tantomeno a qualcuno che non sembra ne sappia molto.”

Perché dunque mi sono messo a parlare di brodo primordiale, ozono e protobionti? Perché come ogni storia che si rispetti anche la mia doveva avere un inizio, e mi sembrava giusto, prima di parlare del mio inizio, parlare un po’ di ciò che mi piace…

Analizzare la mia vita non sarà semplice, è troppo ricca di zone non traducibili, zone che sono consapevole posseggono informazioni fondamentali, ma che difficilmente riuscirò a leggere. E per questa ricerca interiore ho bisogno di aiuto, mi servono enzimi che possano velocizzare i lenti e noiosi processi di indagine.

Questi enzimi siete voi, lettori. Perché, certo, questo blog è nato come strumento di analisi personale, ma ogni ricerca deve trovare riscontro con il pubblico, e quindi sono ben consapevole della necessità di essere letto. Magari discutendo insieme dei miei esperimenti si potrà arrivare molto più rapidamente alla soluzione del problema. Me lo auguro :)

Fabio

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