Inizio ringraziando chi ha incrociato le dita, perché ha funzionato alla grande!!
Non solo. Alla fine ho sul serio ritagliato un po’ di tempo per rileggere Harry Potter. Non il Principe, ma l’Ordine della Fenice. Per essere precisi non ce l’ho fatta a leggerlo tutto, mi mancano un centinaio di pagine, più o meno quando Harry e combriccola cavalcano i Thestral in un volo notturno verso il Ministero della Magia e verso l’imboscata di Voldemort e i Mangiamorte nell’Ufficio Misteri. Potrei parlarne per ore ed ore. Arriva sempre, più o meno una volta all’anno, quella sensazione di soffocamento, quella voglia che è come un prurito, di immergermi nuovamente nel mondo della mia infanzia.

Bacchetta Magica
Perché per me Harry Potter non è solo una serie di romanzi scritti bene, con trama avvincente e personaggi a cui non puoi fare a meno di appassionarti. C’è molto di più. Ricordo che quando avevo 11 anni aspettavo sul serio, nella mia ingenuità, la lettera che mi avrebbe permesso di andare ad Hogwarts. Passavo le giornate a costruire, nella mia mente, storie sui guai in cui mi sarei cacciato insieme ai miei nuovi amici (che avevo scelto a priori sarebbero stati Harry, Ron e Hermione).
Durante una lunga passeggiata nel bosco trovai un bellissimo ramo, sottile e dritto al punto giusto per poter diventare una perfetta bacchetta. Con mio zio trascorsi la serata a fabbricarla, da qual giorno non me ne separai più… Mi piacerebbe dire che ce l’ho ancora, in fondo all’armadio o tra le cose vecchie, ma non è così. Un pomeriggio, giocandoci per cercare di far levitare il mio gatto, e arrabbiandomi perché non ci riuscivo, la lancia a terra con violenza. Il legno, orma secco e fragile, cedette. La bacchetta con cui giocavo da mesi era a terra spezzata in due. Piansi di nascosto, mi vergognai di cos avevo fatto.
Oggi non ho più la necessità di giocare a fare il maghetto, oppure a sventolare fiero la lettera che una rivista per ragazzi su Harry Potter mi aveva mandato con scritto “Congratulazioni, sei stato assegnato alla casa di Grifondoro”. Una cosa, però, la farei in questo istante: cambiare il mio cervello, la mia creatività, la mia passione con quella di J.K. Rowling. Solo per poter continuare attraverso la scrittura, cosa che lei ha più volte dichiarato di non voler fare, a trascinare più avanti una parte emozionante della mia vita. Per poter essere come Peter Pan, per non crescere troppo velocemente.

J.K. Rowling
J.K. Rowling, come Henrietta, è nell’Olimpo delle Grandi Donne, e da lì non la schioda nessuno.